Biotherm & Helena Rubinstein insieme per il vostro viso

Forse non lo sapete ma da qualche tempo a questa parte il mio mood è considerevolmente cambiato. In meglio.
Dicono addirittura sia solare e, sebbene non abbia alcuna intenzione di abbandonare il mio guardaroba nero-nero-verde-blu-nero, non posso negare sia scattato qualcosa che, insomma, mi rende sorprendentemente piena di energia.
Vai a capire perché.
Persino la mia pelle ne ha giovato, e dico davvero: ho notato un certo miglioramento nell’uniformità e nella minor comparsa di imperfezioni (la mia dieta ben poco sana non è cambiata, già), ma su una cosa proprio non c’è speranza: le occhiaie. Le borse. La stanchezza che trapela dalle palpebre. Posso anche dormire bene (cosa rara) ma non c’è verso.

All’evento di due giovedì fa presso L’Oréal mi hanno tranquillizzata dicendo che questi inestetismi sono anche genetici, e mi hanno dato gli strumenti per attenuare il pernicioso problema.

Biotherm ci ha infatti presentato Blue Therapy e Blue Therapy Eye, nello specifico siero viso e contorno occhi per aiutare a placare i gonfiori e i segni della zona a “farfalla” che circonda gli occhi, nonché anti-macchie scure: due antietà per la pelle che inizia ad invecchiare o che ha bisogno di particolari attenzioni.

Come si compone la tecnologia Blue Therapy? Ovviamente, trattandosi di Biotherm, non poteva che partire dall’acqua e dagli elementi che in lei vivono, come preziose alghe, che rigenerano, ristrutturano, rinforzano e leniscono la pelle, che soprattutto attorno agli occhi diventa molto delicata.

Dalle prime prove posso dire che la texture è davvero leggera, non appesantisce la pelle né la tira, anzi: applicata prima della crema idratante risulta una vera coccola. Inoltre la tenuta del make up non ne risente per niente.

E dopo aver trattato l’area, cosa c’è di meglio di un bel mascara per ampliare lo sguardo e potenziare gli occhi?
Qui entra in scena Helena Rubinstein e il suo nuovo, meraviglioso, esaltante Surrealist Everfresh.
Numerose le sue peculiarità:
A) non si secca (quindi non dovete buttarlo);
B) ha uno scovolino a goccia che arriva fino alle più piccole ciglia senza far disastri. Necessità un po’ di pratica rispetto a quelli normali, ma il risultato immediatamente visto è stato sorprendente;
C) ha un packaging elegante;
D) il nero risulta davvero intenso;
E) la differenza si nota. Nel senso: l’abbiamo applicato su un occhio e, rispetto all’altro su cui era stato passato il nostro mascara, non c’era paragone. Proprio a essere obiettivi.
F) ci hanno mostrato un video in cui il creatore se lo applica. Un uomo. Idea fortissima per mostrare che effettivamente funziona.
Se siete amanti del mascara impazzirete, ne sono abbastanza certa.

Io inizio la mia prova, e vi terrò aggiornate sui risultati (soprattutto delle creme perchè, come vi dicevo, il mascara era molto immediato).
Inoltre dovrò parlarvi di un altro prodotto Biotherm, presentatoci in anteprima.


Jeckerson Upside Down!

Adoro quando l’imprevisto ci mette lo zampino, e un evento diventa un’occasione divertente per rivedere amici e piacevole per conoscere nuove persone, che provengono dalla tua città e ti raccontano – tra uno shooting e una tartina – di come si sta, cosa si fa, quali sono le novità.

Dopotutto quando ho scoperto che Jeckersonbrand di abbigliamento conosciuto soprattutto per i suoi comodissimi e particolari jeans e pantaloniè nato a Bologna e più precisamente nel mio bar prediletto – Zanarini – mi sono assai stupita e, insieme, sentita tra persone con cui spartire qualcosa.

Alla serata io e le altre invitate abbiamo utilizzato il nuovo social store di Jeckerson su FacebookFShop -, creato da Blooming, che da la possibilità di scegliere/comprare i capi preferiti e applicare le funzioni del social network: fare like, share, commentare e condividere così i propri gusti con i propri amici/followers. Comodo e assai utile per noi shopaholic, nonché veloce: dopo aver scelto un paio di adorabili pantaloni una mia amica ha commentato (e apprezzato) la mia scelta.
Ecco, nello specifico, la mia wish list:

Insieme a questa esperienza tech, abbiamo avuto l’opportunità di gironzolare per lo showroom e provare tutti i capi presenti, creando la nostra combinazione personale. Non vi dico le scene e, soprattutto, le risate nel momento in cui abbiamo posato per le fotografie polaroid (io e Marianna c’abbiamo un futuro come Bond Girl, davvero).
Perché quindi “Upside Down“? E’ la nuova filosofia del brand, che si riferisce a un modo di vivere dinamico, inaspettato, fuori dagli schemi. Chi lo rappresenta non si fossilizza, ma evolve in continuazione alla ricerca di nuove esperienze.


Della collezione Jeckerson ho scelto un maglione grigio dai bordi gialli – smanicato, lungo, caldissimo e morbido -, una camicia a maniche lunghe bianca – ampia e comoda -, e dei pantaloni a fantasia tartan grigi, dalla vestibilità fantastica (e se lo dico io, che alta come sono faccio sempre fatica a trovare i pantaloni…).
Dopotutto io già conoscevo il brand e la sua qualità: nel mio guardaroba ci sono i pantaloni con il doppio strato di tessuto, dettaglio distintivo con una storia molto particolare, nella versione estiva (quindi più leggeri).

Un ringraziamento speciale agli organizzatori e ai ragazzi di Jeckerson (appena passo per Bologna vi avviso: promesso): è stata una serata adorabile.


#CreativitApp, con Windows

Se non lo sapeste, io prima di essere un lifestyle blogger (o come preferite chiamarmi) nasco come appassionata di tecnologia, visceralmente e inspiegabilmente attaccata a computer, videogame e, col passare del tempo, a ogni cosa che potesse darmi una connessione alla rete, una di quelle persone che sono state a tutti i Futurshow di Bologna ed è sempre impazzita per i gadget hi tech, notebook, smartphone, router e simili, che prevedeva la triste sparizione delle audiocassette e delle VHS in tenera età (senza essere ascoltata, si capisce) e che è rimasta folgorata quando ha sperimentato le meraviglie dell’Internet ovunque, delle email, chat, html, costruzione di website, weblog e così via. Se un libro dice che Il Diavolo Veste Prada, io sono la Geek Che Calza Chie Mihara.

Insomma, sono una nerd, e tra gli amici, parenti, compagni di scuola, colleghi universitari e simili sono sempre stata tra i più aggiornati, informati, curiosi e – perché no – sapienti.

Quando sono stata invitata all’evento di Windows 8 dedicato alle blogger creative/smanettone ho pensato “Finalmente, un’occasione virata esclusivamente al femminile”, e ho accettato con entusiasmo.

L’occasione – tenutasi a Milano presso lo Spazio 10Watt in una glaciale serata d’inizio Dicembre – era incentrata sulle applicazioni per favorire, stimolare, semplificare, coadiuvare la creatività attraverso l’utilizzo del nuovo Windows 8 montato su un tablet Asus VivoTab RT tanto bello esteticamente quanto interessante nelle funzioni.

All’evento abbiamo eseguito il veloce setup del tablet attraverso wi-fi, dall’apertura della confezione sigillata all’installazione degli aggiornamenti, e abbiamo ascoltato le testimonianze di un’artista e un fotografo che lo hanno sperimentato per scopi professionali, utilizzando anche efficaci applicazioni che possono essere comodamente scaricate dallo Store.

Com’è giusto che sia, questo post è stato totalmente scritto sul tablet, utilizzando sia il touchscreen sia la tastiera esterna: questa è una delle caratteristiche salienti di questo device, che può essere appunto attaccata creando un vero e proprio netbook; il suo collegamento e rimozione sono molto semplici, e avvengono attraverso un pulsante. La cerniera di attaccatura è realmente invisibile, perfettamente integrata nel tablet, tanto che ho pure pensato “… in che senso c’è la tastiera fisica? Com’è possibile?”, e quando ho provato l’ebbrezza mi son quasi commossa. Davvero.

Il tablet mi piace molto: dalle linee raffinate, appena arrotondate, è spesso solo 8,3mm e pesa 525g; ha uno schermo da 10.1’’ con ottima brillantezza, resa dei colori e risoluzione. In queste settimane me lo sono portato appresso in borsa molto spesso e si è rivelato utile in moltissime occasioni con un ingombro davvero contenuto. Per non parlare del fatto che ha una batteria veramente performante: non ho mai dovuto portare con me il caricabatterie, e non avevo l’ansia di rimanere “scarica”.

Venendo all’attesissimo Windows 8, è molto diverso dai suoi predecessori: come molti hanno già detto, è scomparso il mitico pulsante Start, sostituito da un’interfaccia ottimale per il touchscreen; le applicazioni si scorrono, selezionano e diverse sono dinamiche, come le news che si aggiornano automaticamente. Utile, divertente, facile, gradevole, adatto a ogni livello di esperienza.

La presenza del pacchetto Office è un plus innegabile (Word, PowerPoint, Excel e OneNote), così come lo storage SkyDrive, le applicazioni multimediali e la gestione di contatti ed email.
Navigare è un piacere: il touchscreen è preciso e reattivo, e selezionare, cliccare, esplorare risulta un’operazione senza intoppi.

In una parola: la combinazione Windows 8 e Asus Tablet è davvero interessante.
Sia chiaro che queste sono le prime impressioni d’utilizzo, molto positive, a cui ne seguiranno altre: solitamente metto a dura prova tutti i device tech che mi passano tra le mani, e qui ci sarà molto da divertirsi.


Il Fructis Fresh Shampoo Senz’Acqua

La  mia routine della cura dei capelli è sempre stata parecchio intensa: fino a qualche tempo fa li lavavo tutti i giorni, mentre ora ritengo quasi obbligatorio farlo uno sì e uno no. Avendoli sottili, tanto sottili, estremamente sottili, lisci ed essendo io tricotillomane, a metà del secondo giorno spesso vorrei fiondarmi dal primo parrucchiere e chiedergli la grazia di uno shampoo.
È un po’ fastidioso.
E tu smetti di arrotolarti i capelli e passare sempre le dita sul ciuffo davanti!“, contesterete. Mica è semplice, eh!
Inoltre lavarsi i capelli troppo frequentemente li rovina, e non c’è shampoo leggero, phon agli ioni o olio ristrutturante che tenga: l’effetto “spento” e la famigerata doppia punta è lì in agguato.

Quindi quando Garnier mi ha inviato il Fructis Fresh Shampoo Senz’Acqua ho pensato “Io ne sarei l’acquirente ideale“.
La mia unica esperienza riguardo allo shampoo secco risale a quando cantavo lirica (… davvero!): dopo certe recite in cui i miei capelli erano stati acconciati, attorcigliati, fermati con decine di forcine e, talvolta, nascosti da parrucche di scena, non vi dico le mie condizioni. Una passata di tale prodotto però sistemava le cose, rendendomi presentabile, un’operazione velocissima effettuata dalla parrucchiera.

Ho provato il prodotto una sera in cui avevo veramente quindici minuti per cambiarmi, ritoccare il trucco e sistemare i capelli. Avete presente lo spot del prodotto, in cui delle ragazze ricevono la visita inaspettata del modello di turno? Ecco, la fretta era la simile (ma no, niente bellone).
Ho seguito le semplicissime istruzioni con uno spirito un po’ avventuresco, perchè non sapevo cosa aspettarmi né se lo stavo applicando correttamente: impugnato, spruzzato sui capelli a circa 15 cm di distanza insistendo sulle radici, lasciato in posa due minuti e spazzolato.
Ecco, quando mi sono guardata allo specchio ho esclamato un “Oh cavolo“, e in senso positivo: in effetti i capelli erano tornati in buone condizioni. Allora, non li rende splendidi splendenti, non regala lucentezza, ma li fa apparire puliti e leggeri, li ricostituisce.

Fructis Fresh Shampoo Senz’Acqua è senza siliconi e, leggendo gli INCI (di cui premetto di non essere esperta), vedo un estratto di riso, uno dei “responsabili” dell’effetto sui capelli.
Permette di affrontare emergenze come mancanza di tempo, il bisogno di non lavarli troppo (mi immagino chi se li colora, per esempio) o situazioni come sport, viaggi, e così via.
E sapete dove me lo porterò? Agli innumerevoli concerti a cui vado, e da cui ogni volta esco più o meno distrutta: magari vi riaggiornerò, sarà un banco di prova tosto.

Se lo provate sappiatemi dire, insomma.


La mia Besitos Experience

Coccole, relax e bellezza sono le tre parole cardine della Besitos Experience, che si è tenuta a Milano lo scorso Lunedì presso il salone Charme & Cheveux, in zona Moscova.

Dopo aver affrontato uno dei primi geli milanesi sono entrata in un ambiente accogliente, già pronto per le festività natalizie, in cui sono stata calorosamente (ed è proprio il caso di dirlo) ricevuta dallo staff e dalla special guest della serata nonché testimonial/creatrice della linea: Vanessa Incontrada.

Besitos è appunto una linea di prodotti per capelli professionali, quindi studiati per l’uso da parte dei parrucchieri nei loro saloni, nata dall’incontro tra la presentatrice/attrice e Luciano Conti, vero esperto del settore: lo spunto di partenza è stato il voler creare una gamma di trattamenti specifici per chi ama o deve aver i capelli sempre perfetti, forti e in salute, e all’evento io e le partecipanti ne abbiamo avuto prova.
Avevo risposto via email a qualche semplice domanda e i parrucchieri avevano già predisposto un piano di battaglia ad hoc per i miei capelli estremamente sottili e lisci: se mi seguite su Twitter sapete che ogni volta che mi avvicino a un salone accade qualche tragedia, e che è difficile che sia soddisfatta. Ecco, questa volta è andata molto, molto meglio.

Già quando mi hanno fatto lo shampoo sulle poltrone con poggiapiedi e massaggio alla schiena ho intuito che sarebbe stata un’esperienza molto più rilassante del solito, e vedendo come la parrucchiera che mi ha seguita si destreggiava abilmente tra spazzole e ferri ho definitivamente abbandonato le reticenze.

Insomma, sono uscita mossa. Molto mossa. Assai mossa. Io! Che ho i capelli più lisci del reame! Vedendomi allo specchio non ci potevo credere. Inoltre erano lucenti, corposi, in ordine, visibilmente sani (e anche i miei nervi ne hanno molto beneficiato).

I prodotti utilizzati su di me sono stati lo shampoo lavaggi frequenti, il balsamo senza risciacquo (anche se su di me è stato necessario rilavarli appena) e la lacca ecospray strong, per mantenere l’effetto. Si possono provare nei saloni o acquistare online, presso lo shop dedicato.
Se siete alla ricerca di un trattamento perfetto provate anche voi la Besitos Experience, e sappiatemi dire!


Garnier Pure Active Fruit Energy: la prova

Chi ha la pelle del viso come la mia – ovvero mista – conosce bene la sensazione asfittica che si prova quando, verso metà giornata, il trucco inizia a svanire e le imperfezioni tornano pian piano alla ribalta: si arriva verso l’orario aperitivo, ci si guarda allo specchio e ci si dovrebbe struccare e ritruccare, oppure si ha la voglia di prendere della simpatica carta vetrata e togliere tutto. Una brutta immagine (me ne rendo abbastanza conto) che rende l’idea: insomma, una passa la mattinata a nascondere, celare, stendere, picchiettare, uniformare con fondotinta e cipria, e poi si è da capo? Alziamo tutte gli occhi al cielo, grazie.

Ho sempre usato prodotti detergenti adatti alla mia pelle e mi piace sperimentarli: scrub, gel, mousse e lozioni non mancano mai nel mio armadietto, e li porto spesso nel beauty case da viaggio. Non c’è niente di meglio per rivitalizzare la pelle dopo ore di aereo, per esempio.
Fatto sta che, casualmente, stavo per entrare in una profumeria e cercare l’ennesimo prodotto che mi lenisse la sensazione di cui sopra quando Garnier mi ha inviato due nuovi prodotti in prova e rispondevano ai miei desiderata. Perfetto insomma, manco a farlo apposta.

Si tratta della nuova linea Garnier Pure Active Fruit Energy, composta dal gel esfoliante energizzante e dal gel purificante energizzante, facilmente riconoscibile per il pack dal delizioso color arancione che richiama immediatamente l’idea del “succo” e non potrebbe essere più azzeccato.

Il cocktail Fruit Energy è composto infatti da estratti di pompelmo, melograno e vitamica C, che agiscono efficacemente sulle imperfezioni donando luminosità ed energia, ed è in compagnia dell’acido salicilico, fido alleato delle pelli miste e grasse per le sue proprietà ormai note.

Passiamo alla prova.
Il primo giorno decido di provare il gel esfoliante energizzante, che si presenta in un flacone con tappo molto pratico. La qualità che spicca subito è il profumo di questa linea, tremendamente invitante e estivo (non so sa voi, ma a Milano imperversa la pioggia e il ricordo di atmosfere più soleggiate fa piacere), pura frutta!
Lo dico subito: questo esfoliante mi è piaciuto perchè non è troppo aggressivo, e la mia pelle l’ha apprezzato molto. Ci vuole poco perché lo scrub sia dannoso, ma questo ha le componenti granulose fini, quindi si può massaggiare a lungo, piacevolmente, permettendo agli altri agenti di entrare in azione.
La pelle ne beneficia felicemente, e io di conseguenza.

Passo al gel purificante energizzante, che per quanto mi riguarda è preferibile per la sera: contenuto in un flacone con pompetta, si preoccupa di ridurre le imperfezioni e illuminare la pelle. Direi che è ottimo dopo essersi struccate per dare una sferzata di energia, oppure per quando la vostra pelle non necessita dell’azione più potente del gel esfoliante.

Ovviamente, come per tutti i prodotti, un po’ di costanza è necessaria: nel periodo di prova li ho usati mattina e sera, e devo dire che già i primi giorni la mia pelle reggeva meglio, e il trucco rimaneva più a lungo. Non avevo la fastidiosa sensazione di patina sulla pelle, ed era un bel sollievo!
Se avete le mie stesse esigenze vi consiglio di provarli e di tentare d’esser costanti. Se riuscite poi ad abbinare un’alimentazione leggermente più sana del solito, anche meglio! … perchè non iniziare da pompelmi e melograni, dopotutto?


Grand Marnier à la parisiens chics

Le prime tre parole che si sovvengono pensando al Grand Marnier sono Francia, arancia e crepes: spesso e volentieri ho assaggiato il liquore all’interno di dolci, e mai mi era capitato di sperimentarlo in forma di cocktail.

Poi ho ricevuto l’invito a partecipare al “à la parisiens chics”, una nuova iniziativa di Grand Marnier che si è tenuta al Just Cavalli di Milano, e ho potuto riscoprirlo in molte, diverse versioni, tutte accomunate da un tono sofisticato, molto francese, assai elegante: parigino, insomma!

Grand Marnier lancia tre nuovi cocktail che permettono di gustarlo come aperitivo o nel dopocena in modo molto piacevole: si chiamano Grand Passion, Grand Rouge e Grand Marnier Cosmo, e ognuno esalta le caratteristiche di questo liquore a base di cognac e agrumi nato in Francia nel 1880 da un’ide della famiglia Manier-Lapostolle.

Al Just Cavalli noi invitati abbiamo assaggiato i tre cocktail e diversi abbinamenti gastronomici molto particolari.
Quale potrebbe essere il vostro preferito, leggendo le composizioni?

Grand Passion: Grand Marnier, succo di pompelmo, frutto della passione, zucchero di canna e lime

Grand Rouge: Grand Marnier, purea di fragole, succo di pompelmo, sweet&sour (miscela di acqua, zucchero succo di limone e lime)

Grand Marnier Cosmo:  Grand Marnier, succo di mirtillo, lime

Io ve lo dico: il mio è indubbiamente il Rouge. E’ proprio buono al gusto, leggero, dolce quanto basta, femminile ma non stucchevole.

Grand Marnier “à la parisiens chics” sta girando alcuni dei principali locali meneghini: se vedete delle installazioni rosse – create dal designer emergente Gio Tirotto e ispirate ai simboli della Francia – saprete perché.

Un’ultima particolarità? Le boules utilizzate come bicchieri, da cui usciva solo la cannuccia, con dei finti cubetti di ghiaccio luminosi. Molto d’effetto.


2012: un anno speciale per Borotalco

Pensi al Borotalco e ti viene in mente il profumo di buono che ha accompagnato l’infanzia di molti, la sua consistenza impalpabile, la nuvoletta bianca che usciva al premere della confezione e che inevitabilmente finiva o per casa o sulla pelle, la sensazione satinata, il suo rendere liscio ogni cosa. Siamo tutti d’accordo, no?

Ecco, il 2012 è un anno speciale per questo prodotto ultracentenario e molto “italiano”: oltre a essere approdato sui social (come Facebook e Twitter), alla creazione di nuovi prodotti e a un restyling dei packaging, è giunta una versione limited edition che rende proprio omaggio alla sua lunga storia e al suo stretto legame con l’Italia; sugli scaffali si possono trovare le confezioni con le illustrazioni utilizzate nel Novecento, vintage, eleganti e facilmente riconoscibili.

Alla presentazione tenutasi a Milano è stato possibile ripercorrere la storia di questo marchio, nato nel 1904 col talco (ovviamente!) e arricchitosi nel tempo di bagnoschiumi, deodoranti, saponi, tutti connotati da quel profumo distintivo: dal punto di vista pubblicitario e dello sviluppo dell’immagine del brand, Borotalco ha un patrimonio ricchissimo e interessante, fatto di successi, evoluzioni e un forte attaccamento ai propri valori.

Era presente anche la makeup artist Melly, che illustrava come poter utilizzare il talco anche nella cura del viso e durante il trucco.
Il talco è infatti un prodotto utilizzabile in molti modi e da tutti, dalle proprietà assorbenti, rinfrescanti e vellutanti, semplice e efficace. Chi non l’ha mai utilizzato?

Per l’occasione è stata creata anche un’inedita crema vellutante, custodita in una classica confezione con un’immagine d’epoca. Con questi primi freddi il tornare a casa, fare una doccia calda e utilizzare questa crema, avvolgendosi nel profumo di Borotalco, è una coccola rilassante.
Solo leggendo queste parole non vi sentite già più distesi?


La BB Cream Garnier per pelli miste e grasse: prova superata!

Ormai ci conoscete: a volte scompariamo, ma poi ritorniamo sempre.

Nello specifico, io ero impegnata nel riprendermi da un’estate itinerante per festival musicali europei.
Qui ho colto l’occasione per testare letteralmente sul campo un prodotto gentilmente inviatomi da Garnier.

Ricordavate quando ho parlato della sua BB Cream?
Ecco, qualche mese fa ho ricevuto la nuova versione, ovvero quella studiata per pelli miste e grasse, che mi si addice molto di più!
La BB Cream tradizionale, infatti, passati i periodi più freddi - in cui la mia pelle necessitava di maggior idratazione – aveva iniziato a esser troppo corposa, con un conseguente effetto lucido.
La nuova versione, ancor più adatta alle mie esigenze, è stata utilizzata in situazioni estreme, che sono:

- aerei;
- annessi aeroporti;
- hotel con aria condizionata;
- caldo afoso (dico solo un nome: Siviglia. Quarantasei gradi);
- caldo secco;
- caldo, comunque vogliate definirlo;
- ore e ore sotto al sole del Belgio, saltellando durante i concerti dei suddetti festival;
- ore e ore sotto la pioggia, in quel di Parigi, sempre ad ascoltare musica;
- i diciotto gradi francesi.

Le funzioni di questa BB Cream?
Anti-lucido, opacizzante, riduce i pori e le imperfezioni, idrata, uniforma e ravviva il colorito e, importantissimo per la qui presente, che è stata ore al sole a pogare con gli Hives e ballare con Santigold, una protezione UV – SPF 20. Il mio naso, che si ustiona regolamente, ha ringraziato non poco.
Inoltre ha un effetto trattante: dopo quattro settimane la pelle è meno grassa, pori e imperfezioni sono ridotti.

Io ogni mattina mi alzavo, mi concedevo una lunga doccia, procedevo alla pulizia della pelle e, come trucco, mi limitavo a usare correttore, la BB Cream e un velo di cipria. Eyeliner, mascara ed ero pronta a uscire.
Morale? Questo semplice makeup mi permetteva di arrivare a fine serata in condizioni accettabili! Nel senso, avessi usato un fondotinta sarei diventata una maschera di trucco colante, invece con la BB Cream di Garnier per pelli miste e grasse, grazie alla sua leggerezza e coprenza giusta, non ho corso il rischio.

ll consiglio? Utilizzarla se non amate uscire mai senza trucco, anche quando andate in palestra.
Velocissima da applicare, il tubetto può sostituire molti prodotti: è quindi anche molto comodo per i viaggi, e per i bagagli a mano dal peso e spazio ridotto.

Io l’ho testata in situazioni difficili: voi invece come vi trovate?


La Baileys and Coffee Experience

Ebbene sì, come avrete capito dal precedente aggiornamento a volte ritornano persino dalle vacanze più itineranti e musicali che si possano concepire.
Nello specifico, a quanto pare io son tornata in quel di Milano.

Con la scusa del “Ho bisogno di riabituarmi alla quotidianità” (che effettivamente risulta una tragica esigenza, più che altro) ciò che si fa è rivedere le persone perse di vista nel mese di Agosto, organizzare aperitivi o cenette e ovviamente scoprire le novità del mondo fashion, beauty e lifestyle, che mica è rimasto ad aspettare! Proposte, idee, presentazione di nuovi concept, prodotti e iniziative: Settembre è il mese della rinascita un po’ per tutti, si dice.

La scorsa settimana ho partecipato a una serata al femminile e all’insegna di un drink che – credo – i più conoscono assai bene: il Baileys.
Col suo gusto dolce e tondo e la consistenza vellutata rappresenta una delle prime bevande alcoliche che ha conquistato molti giovani palati, e basta aggiungerci alcuni cubetti di ghiaccio per creare un drink fresco da sorseggiare nel relax più totale (a prova di inetto, proprio). E’ quella coccola che a volte occorre regalarsi a fine giornata, ma con le nuove proposte lo si potrà sorseggiare in ogni momento: è stato lanciato infatti il Baileys & Coffee, un connubbio di sapori – che esalta le noti dolci del primo – e di carica in diverse varianti.

Otto varianti per otto blogger!
Caldo o freddo secondo le preferenze, la collezione comprende – tra gli altri – il Baileys Espresso Chill (Baileys con doppio espresso freddo, latte freddo e ghiaccio), il Baileys Mochatini (Baileys Aroma caffè, vodka Smirnoff, caffè espresso, fiocchi di cioccolato e ghiaccio) e il mio preferito della serata, ovvero il Baileys Espress-ito (Baileys, caffè espresso, menta fresca e ghiaccio tritato), dal ridotto contenuto alcolico e dal gusto fresco, perfetto per un aperitivo pieno di energia.

Queste proposte si sposano perfettamente ai primi freddi, quando si cercano delizie ristoratrici in qualsiasi cosa, anche negli aperitivi o nei drink dopo cena, con lunghe chiacchiere e confidenze di contorno.

Scegliete il vostro preferito e provatelo: troverete il cocktail del vostro autunno.