GAP: “Put Some Pants On”

Ora sediamoci tutti in cerchio, guardiamoci negli occhi e diciamoci la verità: va bene che la moda impone minigonne, short e abitini della grandezza di un foulard, ma non tutti ce lo possiamo permettere.
Ebbene sì, non scandalizzatevi, rimanete seduti, prendete i sali, respirate a fondo e fate uscire il vostro spirito critico, magari sepolto sotto migliaia di campagne pubblicitarie: avete le ginocchia sottili come quelle di Cristiano Ronaldo? Evitate i vestitini inguinali.
Le vostre cosciotte sarebbero appetibili al signor Rovagnati? Non mettete gli short!
Siete alte un metro e quaranta e cicciottelle? Lasciate perdere la minigonna (magari abbinata agli stivali. In estate? Tremendo!), che probabilmente non vi valorizza.
Ecco perchè la nuova campagna GAP, spuntata in qualche negozio di Manhattan, ci pare assolutamente geniale e ha smosso il nostro più vivace entusiasmo.
Non tutti stanno bene in shorts: facciamocene una ragione.
E indossate ‘sti pantaloni!
Offensiva o furba che sia (il dibattito è già aperto), questa campagna ci ha conquistate, sia come azione di marketing sia come sprone del senso critico.
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[Update]
Il post ha generato già una vivace discussione su FriendFeed (potete leggerla qui). Cosa ne pensate?

Se una non è conforme a un dato modello culturale ‘farebbe bene a nasconderlo’, è questo che scrive GAP e che vi ha conquistate. Complimentoni.
3 agosto 2010 alle 11:11Max,
3 agosto 2010 alle 11:14hai decisamente capito male: credo che ciò che GAP voglia fare è stimolare il senso critico di ognuno di noi, che può esprimersi anche nel vestiario scelto.
Non scegliere quindi acriticamente dei capi perchè vanno di moda, ma in funzione della valorizzazione di sé stessi.
Se tu l’hai intesa così votala sul sito di Huffington Post come “offensiva”: troverai dei sostenitori.
Ciao Max, a me fa piacere dirti che Sybelle e io siamo le prima che NON mettiamo questi vestiti perché ci stanno male secondo il nostro senso critico, non ci donano così come non ci starebbe bene una pelliccia per venire in ufficio (abbiamo poco più di 25 anni e vederci “impellicciate” alle 8 di mattina sarebbe ridicolo, non credi?).
Abbiamo quindi il senso critico che ci fa dire “Va di moda ma non ci sta bene? Non lo mettiamo proprio!”
Poi cambia l’età, cambia il fisico e magari mi staranno bene altri capi in futuro, anzi: io ci spero, così il guardaroba si allarga :)
3 agosto 2010 alle 11:37Io devo essere sincera: ho sempre “ammirato” e guardato con un certo occhio le ragazze che “non possono permettersi” certi capi, ma che nonostante tutto lo fanno;
3 agosto 2010 alle 12:36Mi danno l’idea che siano ragazze con un livello di autostima ammirabile e il tutto mi fa pensare che il loro motto sia: piacere è piacersi. Ma dopo tanto di cappello alle suddette credo comunque che a volte l’obiettività se ne va a quel paese e che la moda prenda il sopravvento (sbagliato) anche su quest’ultima.
Complimenti a GAP. Anche lui ha osato!
e poi basta con questi shorts! siamo ad agosto, è praticamente inverno…
3 agosto 2010 alle 13:24ma soprattutto: il pantalone lungo costa (e quindi a loro rende) di più :)
[...] dove da piccolo ti si diceva di non andare. O anche ti sembra di stare in certi quartieri del videogioco GTA, dato che il termine di confronto con la nostra immagine dell’America, si sa, sono i film, le [...]
3 agosto 2010 alle 14:43Assolutamente d’accordo! Bisogna essere coscienti di ciò che si ha e ciò che non si ha :)
4 agosto 2010 alle 17:14V.
http://themulticolorplanet.blogspot.com