Archivio di giugno, 2011

Banana Republic and Mad Men

Ci sono volte in cui, vi giuro, vorrei essere un uomo, come quando scopro che Banana Republic lancerà una collezione ispirata a Mad Men (uno dei miei telefilm preferiti) disegnata proprio da Janie Bryant, costumista della serie.

Chi la segue lo sa: Mad Men è un’esplosione di dettagli meravigliosi, anche e soprattutto nei vestiti.
Joan è semplicemente strepitosa.
Donald Draper è la perfezione.
Ogni personaggio viene delineato anche attraverso l’evoluzione del suo abbigliamento.

Quindi mi appropinquo nello sfogliare le immagini della capsule collection e i miei occhietti sfavillano non tanto sui modelli femminili quanto su quelli maschili che, oh Lord, sono così perfetti.

Janie Bryant ha eliminato buona parte delle imponenti spalline delle giacche, ha reso le gonne più contemporanee, ha asciugato le linee e mantenuto colori, tessuti, charme.
Probabilmente sono gli accessori quelli che hanno più mantenuto il sapore degli anni ’60: cappelli e borse sembrano usciti davvero da un negozio vintage.

La collezione verrà lanciata l’11 Agosto in America, ma tutti i fan di Banana Republic su Facebook potranno ordinarla dal 10. 

Vogliamo fare un tentativo?


Maserati Experience – L’Osteria Francescana

Premetto d’aver fatto tre respiri profondi prima di merttermi a scrivere: devo infatti affrontare una parte importante della Maserati Experience che ha messo a dura prova la mia ragione.
Chi mi conosce sa bene qual è l’espressione che il mio viso assume quando si parla di cibo, di ottimi ristoranti e pietanze stravaganti; chi non mi conosce può immaginarsi la sottoscritta con il viso che s’illumina d’immenso e un sorriso piuttosto ebete.

Una diapositiva riassume meglio la situazione.


Facciamo un ingrandimento.


Ecco.

La faccia di questa persona – che sarei io – esprime tre concetti:

1) Lo chef Massimo Bottura è un genio. Artista. Grande. Le sue descrizioni sono appassionanti. Sono incantata.
2) Sto per morire di gioia. Ammazzateme pure.
3) Ho sbagliato tutto nella vita: altro che linguistico, dovevo far l’alberghiero.
Ci mancano solo le stelline negli occhi, come nei cartoni giapponesi, poi siamo a posto.

La scelta da parte di Maserati dell’Osteria Francescana dello chef Bottura è quasi scontata: una grande eccellenza italiana non può che prediligere una cucina lodata, stimata, deliziosa, innovativa e contemporaneamente legata alla tradizioni.

Il menù?

- Il ricordo di un panino alla mortadella
- Croccantino di foie gras con mandorle di Noto, nocciole del Piemonte e cuore di aceto balsamico tradizionale di Modena
- Tortino di porri scalogni di Romagna e tartufi dei colli bolognesi
- Cinque stagionature del Parmigiano Reggiano in consistenze e temperature
- Compressione di una pasta e fagioli
- Mora Romagnola laccata all’aceto balsamico tradizionale di Modena
- pre-dessert
- Paciugo di mascarpone

Il tutto accompagnato da:

- Beltaine (birra di castagne affumicate)
- Malvasia “Sorriso di cielo” La Tosa
- Sangiovese “Noi” si San Patrignano
- Malvasia passito “Vigna della volta” La Stoppa

Cioè.
L’epifania del gusto in purezza!

Per fortuna di fronte a me c’era Cinzia, e ci tenevamo sotto controllo a vicenda per evitare di scoppiare a piangere dopo i soavi bocconi.

Sono quasi imbarazzata, io, che so cucinare poco ma dimostro notevolissime skill nell’arte del mangiare a quattro palmenti, nel parlare delle emozioni provate a ogni piatto, a ogni sapore. Le mie papille gustative mi hanno più volte fatto vedere ogni divinità di tutti i pantheon esistenti, ma chi sono io per parlare di quest’arte così fine?

Quindi sono qui, che sfoglio le fotografie dei piatti, e cerco di fare una classifica di mio gradimento.
Impossibile. Cambio idea ogni cinque secondi: tutti i piatti erano straordinari.

Probabilmente il più sorprendente è stato il croccantino di foie gras, servito come un piccolo gelato, con quelle nocciole così fragranti in contrapposizione con un ripieno morbido e suadente.

E come non parlare delle cinque stagionature del Parmigiano Reggiano, io che praticamente ci son cresciuta?

Apoteosi, stima e meraviglia per la mora romagnola, che altro non è che una razza di suino a cui vorrei dedicare una statua.

Infine, aggiungete dei commensali che mi hanno veramente divertita per tutta la sera, e cosa ottenete?
Una cena perfetta.


ZZegna Spring/Summer 2012: the fashion show

“Come nel quotidiano arriva il momento di vivere con spensieratezza, scegliendo quello che ci indica la nostra natura più profonda, così nella collezione Il pensiero e il rigore alla base della sartorialità si fondono in una ritrovata leggerezza fatta di colori e passioni del cuore”. 



Così Alessandro Sartori firma la sua ultima collezione per Z Zegna.
La partecipazione e la commozione per questo passaggio sono trapelati dal forte applauso finale, l’abbraccio con Ermenegildo Zegna, i gesti e gli sguardi riconoscenti, mentre signore poco informate venivano messe al corrente di perchè tanto calore al termine di una passerella milanese.

La collezione di quest’anno non può essere riassunta meglio che dalle parole dello stesso Sartori: c’è leggerezza e definizione, tagli splendidi e talvolta lunghezze ardite, una palette di colori che va dal bianco al verde lime, dal blu topazio al castano vimini, dal giallo girasole a grigi, con geometrie e righe, su tessuti ricercati come la seta vetrificata, le fibre tessili glassate e la maglieria a effetto espadrillas.

In una parola: sofisticazione, interpretata con una semplicità disarmante. 
Il lavoro che soggiace è leggero, come se tutte le importanti decisioni che hanno condotto alla realizzazione di tale collezione fossero state prese con la massima naturalezza.

E scusate, ma devo proprio dirlo: voglio quelle borse e quei maglioncini a doppiopetto. Non mi importa se sono della collezione maschile, sono meravigliosi.


Proudly “bolognesi”

La parola chiave che descrive al meglio la Maserati Experience è “orgoglio”.

Orgoglio di essere italiani, di appartenere a due città come Bologna prima e Modena poi, orgoglio di aver scritto pagine della storia dell’automobile e delle corse, orgoglio dell’eccellenza, orgoglio della cura profusa, orgoglio del proprio modus operandi, delle proprie fabbriche, dei propri lavoratori.
Orgoglio della qualità ineccepibile.

Un orgoglio che si è poi trasposto nella cucina di Bottura presso il suo ristorante, l’Osteria Francescana: abbiamo avuto la fortuna di sentire tutti i piatti descritti direttamente dallo chef, ognuno con un racconto dietro che si fonda sul territorio, dalla mortadella al parmigiano.

Orgoglio che, in quanto bolognese, ho forse percepito ancor più. Sentir parlare di vie e paeselli a me famigliari e sapere che sono stati teatro della creazione di un’azienda automobilistica italiana così importante mi ha resa ancor più partecipe.

E fu così che Maserati, che nella mia mente rappresentava un astro inarrivabile del lusso, si è trasformata in persone e parole, strette di mano, racconti, aneddoti e, ovviamente, automobili straordinarie.

Avrò modo di parlarne nel dettaglio.
Ci sentiamo per la prossima puntata.


Maserati Experience

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Qui parla la vostra Sybelle, direttamente dal treno che la sta conducendo a Modena dove oggi e domani parteciperà a quella che si preannuncia come un’esperienza memorabile.

Il nome basta per farvi capire il perchè la sottoscritta è tanto curiosa quanto elettrizzata: Maserati.

The Style Book è ospite della prestigiosa casa automobilistica sinonimo di un lusso pacato e un’eleganza assoluta.

Potrete seguire cosa combineró su Twitter (http://www.twitter.com/thestylebook e http://www.twitter.com/sybelle), e prometto già da ora che cercheró di non farmi riconoscere.

E per chi se lo stesse chiedendo: sì, domani test drive sulle splendidi vetture.
Ho gentilmente chiesto che ci fosse un pilota della scuola Maserati per la sottoscritta, quindi potete stare tranquilli sia per me ma anche – e soprattutto – per le auto.


Lash Queen Fatal Blacks di Helena Rubinstein

Avrei voluto inserire questo post nella categoria “Se ce l’ho fatta io ci può riuscire chiunque“, ma il nome era decisamente troppo lungo. Considerate comunque valida la frase, perchè sto per parlarvi di un mascara talmente facile da usare che anche Johnny Depp potrebbe metterselo da solo per intepretare Jack Sparrow.

Tempo fa – tanto tempo fa, a dire il vero. Ho perso il senso del tempo – sono stata invitata nell’Accademia L’Oréal di Milano e ho avuto la possibilità e fortuna di provare alcuni prodotti.

Inizierò a parlarvi proprio del mascara che probabilmente voi, con l’occhio attento della sottoscritta mentre soppesa una fiorentina, avrete visto nelle profumerie: si tratta del Lash Queen Fatal Blacks di Helena Rubinstein, nome sinonimo di alta qualità.

Il mascara ha un packaging sofisticato che ricorda le squame di un rettile, e presenta uno scovolino ondulato, proprio come un serpente.
“Aiuto”, penserete voi.
“Se ce l’ho fatta io, voi otterrete risultati eccellenti!”, rispondo.

Lascia le ciglia di un bel nero intenso, allungandole e regalando volume, ed è veramente-semplice-da-usare.
Sul serio.
Non vi dico che diventerete Demi Moore, testimonial del brand, ma i risultati sono sorprendenti. E lo dico io, che non son certo la Nostra Signora del MakeUp.
Insomma, consigliato.


… ma dove siete finite?

Lo sappiamo, lo sappiamo.
Siamo apparentemente scomparse, svanite, sparite.

Come mai?
No, le Girl Geek Dinner di Bologna non ci hanno rapite, anzi: la serata di Febbraio è stata assolutamente divertente e ci ha entusiasmate.

E’ che, sapete com’è.

… non lo sapete?
Allora lo faremo decidere a voi.
Ecco qualche ipotesi circa la nostra momentanea assenza:

a) ci hanno rapite gli alieni;
b) siamo diventate delle tamarre ed eravamo troppo impegnate nell’aggiungere i neon sotto le nostre auto;
c) ci siamo date all’ascetismo, quindi sciò alle frivolezze. Ci trovate nei migliori monasteri mondiali;
d) eravamo leggermente impegnate nel rivoluzionare le nostre vite o sopravvivere;
e) abbiamo vinto al Superenalotto e stiamo acquisendo tutta la Rinascente;
f) stiamo progettando di conquistare il mondo avvalendoci di una scarpa Louboutin e uno smalto Chanel;
g) ASOS, E.l.f., Yoox e compagnia hanno mandato dei sicari per eliminarci e fermare così i continui ordini;
h) eravamo troppo impegnate nel dare consigli a Kate Middleton per il matrimonio di cui, forse, avrete sentito parlare;
i) siamo state in vacanza con zio Karl.

Scegliete l’opzione che più vi aggrada, tanto sono tutte probabilissime, no?

Insomma, tutto questo per dire che: stiamo tornando. Siamo tornate. Non siamo mai andate da nessuna parte.
Tra quelle scelte una è molto più probabile delle altre: a voi sta identificarla!