Archivio di febbraio, 2012

L’Orèal Professionnel: il “parrucchiere” definitivo

Chi mi conosce sa bene quanti problemi ho avuto io con i parrucchieri.

Una volta mi hanno chiesto “Vuoi la frangia?” e ho risposto “No, non la voglio“, e quando uscita sembravo un cagnolino bobtail, con una cortina di capelli che mi coprivano la fronte.
Una volta mi hanno domandato “Come facciamo la piega?“, e io: “Diamo leggermente volume“, e quando sono uscita avevo una cofana vaporosa e boccolosa.
Una volta – la più celebre, forse, per via del liveblogging su Twitter e Friendfeed – il parrucchiere mi ha detto “Facciamo le punte più chiare” e sono uscita bionda, ma interamente bionda, così bionda che mio fratello mi ha vista ed è scoppiato a ridere.
Una volta ho ottenuto il colore che volevo, ma mi sono ritrovata pettinata come Loredana Berté e con i capelli bloccati da litri di lacca.

Voglio dire: era più semplice quando ero ggiovane ed entravo dicendo “Voglio i capelli blu elettrico“, e non c’era mica possibilità di fraintendersi (sì, è uno dei colori che ho avuto sulla mia testa. Non su tutta la mia testa, in parte. Oh, vabbè, questa sicuramente non la volete sentire).
Ora la questione è molto più delicata e sottile: una mezza parola può cambiare il corso della vostra capigliatura.

Sicuramente chi mi ha invitata all’evento di L’Orèal Professionnel tenutosi lo scorso Lunedì sapeva che farmi uscire felice sarebbe stata una sfida.

Presso l’Accademia L’Orèal milanese noi invitate abbiamo assistito alla presentazione minuziosa delle esperte, che ci hanno raccontato quante sono le sfaccettature di un mondo apparentemente semplice, quanta ricerca e quanti aggiornamenti sono richiesti, quanta dedizione e quanta passione sono necessarie. Non solo glamour, ma anche impegno per raggiungere eccellenti risultati.

Protagonista della serata è stata la linea Dia, che si articola in “Dia Light” e “Dia Richesse“: la prima illumina il capello, la seconda si occupa anche di dar riflessi colorati.
L’effetto è visibile dopo appena venti minuti di posa, e noi ne abbiamo avuto la dimostrazione: una squadra di ambasciatori L’Orèal ci stava attendendo per una prova “sul campo”.

Per mettere subito a mio agio l’affabile ambasciatore gli ho detto una frase che suonava più o meno così:”Io ci ho il terrore di voi!“. Giusto per non far pressione, eh.
Gli ho raccontato le mie disavventure e lui mi ha offerto una soluzione al mio “problema” principale, ovvero un colore che non mi piaceva e che decisamente non era il massimo. Confrontandosi con gli altri esperti ha messo a punto una formula equilibratissima di prodotti per contrastare il colore che avevo e donarne uno ricco, brillante, consono al mio viso e utilizzare prodotti che lasciassero contemporaneamente i capelli morbidi e nutriti.

Missione compiuta? Assolutamente sì: durante il trattamento mi è stato spiegato tutto nei minimi dettagli, aiutandomi a capire quali erano i passaggi da compiere per ottenere un ottimo risultato.
Inoltre, una volta che i capelli si sono asciugati rivelando il colore, ho udito diversi “Finalmente!” pronunciati da quelle persone che conoscevano i miei pessimi trascorsi tricologici.

Una vera e propria soddisfazione: i capelli non sembrano per niente colorati, e sono più morbidi e lisci prima.
Basta: io da ora solo L’Orèal Professionnel.

p.s. volete vedere il risultato finale? Guardate le fotografie sul profilo ufficiale di L’Orèal Professionnel Italia su Facebook, e cercatemi.