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ZZegna Spring/Summer 2012: the fashion show

“Come nel quotidiano arriva il momento di vivere con spensieratezza, scegliendo quello che ci indica la nostra natura più profonda, così nella collezione Il pensiero e il rigore alla base della sartorialità si fondono in una ritrovata leggerezza fatta di colori e passioni del cuore”. 



Così Alessandro Sartori firma la sua ultima collezione per Z Zegna.
La partecipazione e la commozione per questo passaggio sono trapelati dal forte applauso finale, l’abbraccio con Ermenegildo Zegna, i gesti e gli sguardi riconoscenti, mentre signore poco informate venivano messe al corrente di perchè tanto calore al termine di una passerella milanese.

La collezione di quest’anno non può essere riassunta meglio che dalle parole dello stesso Sartori: c’è leggerezza e definizione, tagli splendidi e talvolta lunghezze ardite, una palette di colori che va dal bianco al verde lime, dal blu topazio al castano vimini, dal giallo girasole a grigi, con geometrie e righe, su tessuti ricercati come la seta vetrificata, le fibre tessili glassate e la maglieria a effetto espadrillas.

In una parola: sofisticazione, interpretata con una semplicità disarmante. 
Il lavoro che soggiace è leggero, come se tutte le importanti decisioni che hanno condotto alla realizzazione di tale collezione fossero state prese con la massima naturalezza.

E scusate, ma devo proprio dirlo: voglio quelle borse e quei maglioncini a doppiopetto. Non mi importa se sono della collezione maschile, sono meravigliosi.


ZZegna Fall/Winter 2011 – 2012: Artisanal Alchemy

Blocchi di color cammello, ceruleo, verde militare. Giacche e cappotti a quadri nelle tonalità del grigio e mood rétro. Pelle lavorata assieme al neoprene per creare giubbotti rigidi e futuristici.

Alessandro Sartori, Direttore creativo di ZZegna, veste i panni dell’artigiano, maestro di tagli sartoriali e ricerca nei tessuti per “traghettare” la tradizione verso la prossima stagione invernale. Lo fa come un vero alchimista, ispirato dalle arti visive contemporanee.

E a fine sfilata, mi fermo a pensare che è questo l’uomo del futuro, così sicuro di se stesso da poter abbinare pelle e cashmere, scarpe a punta stondata e grandi doctor bag.
Un uomo che si diverte a osare negli abbinamenti ma lo fa sempre con classe innata.

Il lavoro è Sartori è eclettico, visionario ma preciso e puntuale, come da eredità Zegna.
Per me un 10+.

Le foto del backstage:


Milan men’s fashion week: Ermenegildo Zegna Fall Winter 2011/2012

Gli abiti di Ermenegildo Zegna sono pura poesia maschile.
Se devo pensare a come si veste un uomo di classe non posso che immaginarlo che con gli abiti del signor Zegna: tessuti meravigliosi e tagli sartoriali.

Eppure la sfilata cui ho partecipato sabato scorso mi ha sorpreso ancora di più: una nuova scenografia (è proprio il caso di dirlo) in cui la moda si intreccia al cinema all’avanguardia e crea uno spettacolo fashion sempre più vicino ad un film.

Il tema della collezione, “In the mood for China”, prende vita e gli spettatori vengono accompagnati in Oriente: i modelli versione cinematografica camminano lungo la muraglia cinese, per poi comparire (questa volta in carne ed ossa) sulla passerella.

Questo percorso unisce finzione e realtà, Oriente e Occidente, creando un nuovo significato anche per il binomio moda + cinema: Live-D (questa la definizione utilizzata dalla maison) che sabato ha preso forma per la prima volta da Zegna e che ha già il sapore di un futuro molto prossimo.

Gli autori del “fashion movie”: Gildo Zegna e James Lima, visual consultant per gli effetti speciali del blockbuster Avatar.
Entrambi hanno accolto me, Sybelle e tanti altri blogger nella “green room”, ovvero la cabina di comando di questo spettacolo, spiegandocene il funzionamento e svelando tanti progetti in divenire (tra cui una nuova “digital experience” per i negozi del brand), tutti legati al web e all’innovazione.

E noi, fashion-geek, aspettiamo con impazienza.

Gildo Zegna e James Lima

La Green Room in cui i modelli venivano filmati prima di uscire in passerella

I blogger nella Green Room vengono ripresi e proiettati sulla Muraglia Cinese

Stefano (webelieveinstyle) prova la Green Room

Zegna backstage: Giacomo (Jake in progress) ed Elena (Catching instants)

Zegna backstage: Olivia Palermo (photo courtesy: Zegna)


Dolce & Gabbana: il backstage della campagna per la collezione S/S 2011 Woman

Noi che abbiamo adorato la collezione donna di Dolce & Gabbana per la prossima Primavera – Estate, non possiamo che guardare con curiosità anche le immagini che arrivano dall’iPhone di Stefano Gabbana che si trova a New York per lo shooting della campagna pubblicitaria.

Le nostre riflessioni a caldo: non vediamo l’ora di vedere questi abiti dal vivo, sembrano davvero stupendi!

Abbiamo inoltre ricevuto dei suggerimenti su come entrare in quei divini abiti: al bando muffin, pasta all’amatriciana, pizza in tutte le forme e i quarti di bue arrosto!
Insalata sana e leggera per tutti (la cosa ci riempie di gioia, ovviamente)!

(disclaimer: tutta invidia per la meravigliosa forma delle modelle)


Louis Vuitton S/S 2011 – Paris Fashion Week

La sfilata di Louis Vuitton?
Come direbbe la nostra amica @MaraMaionchi: “Carina, brava, ma la mia risposta è NO!”.

Marc, oh Marc, nostro divino, nostro adorato, ma cosa ci combini?
Noi ricordiamo con tanta emozione la precedente sfilata, con bustini, gonne a ruota, borse a bauletto, scarpe col fiocco, con le modelle che sfilavano attorno a una fontana e una musica dolce ad accompagnarle.

Questa volta? La musica suadente c’era, d’accordo, ma… il resto?
Siamo rimaste incantate dal trucco e dalle acconciature proposte, ma già dalle finte tigri ci siamo chieste “E mò cosa succede? Entra Moira?”.

Affascinante l’atmosfera orientale, eleganti i ventagli, interessanti gli alamari, ma lo sfoggio di animali esotici? Il tailleur-giraffa? L’abito-panda?

Noi dobbiamo ammetterlo: non ci ha fatto pensare “Questo-lo-voglio-a-ogni-costo” o “Portatemi-i-saliii!”.
Solo un paio di mise ci hanno impressionate favorevolmente, il resto ci ha lasciate perplesse.

Come dire, ci aspettavamo altro.
Dopo la scorsa sfilata, pensavamo di vedere tutt’altro.
E va bene il cambiare, il rinnovarsi, il sorprendere, ma talvolta può risultare amaro. Molto amaro.

Oh Marc, che tanto abbiamo osannato per la scorsa collezione, perdona queste scellerate che proprio non capiscono, ma ci è sembrato di assistere a una sfilata di Armani/Cavalli, non di Louis Vuitton. Spiegazioni?


L’incantesimo Dolce e Gabbana, S/S 2011

(fotografia scattata da @Mrjoezee)

Una settimana intera della moda non la reggiamo: i piedi sono distrutti, le gambe pure, il mal di testa ci assale e la pasta col ragù di cinghiale toscano ci ha risvegliate in questa Domenica mattina contraddistinta dalla parola dolce in due accezioni: Dolce Far Niente e, ebbene sì, Dolce e Gabbana.

Quindi eccoci, a sfilata terminata, goduta in streaming dalla nostra dimora milanese, che ci guardiamo e applaudiamo allo schermo di un freddo Macbook bianco. “Esagerate“, dite? Può essere, ma aspettate: ecco alcuni punti che spiegano la nostra emozione alla vista di una collezione S/S 2011 che, come già tutti dicono su Twitter, è un (o forse “il”?) trionfo di questa fashion week milanese.

1) Complimenti per la regia dello streaming della sfilata, che ci ha permesso di entrare nel backstage e ammirare un Domenico Dolce e uno Stefano Gabbana che, attenti e scrupolosi, esaminavano e preparavano ogni modella prima dell’uscita, chiacchieravano con le altissime (e tantissime!) ragazze, sorridevano e, a show terminato, si scambiavano un abbraccio e salutavano le celebrities accorse. Quindi, il premio “Streaming della FW” lo consegniamo proprio a loro. Bravi, e grazie.

2) I vestiti, la collezione: un tripudio di bianco con qualche eccezione in nero e leopardato. Una cascata di ricami brillanti ma non esagerati, sangallo e merletti, trasparenze e leggerezza: siamo rimaste sbalordite.
Giacche, casacche, gonne di ogni lunghezza e ampiezza, pantaloni ampi o a palloncino, occhiali da sole a specchio, borse di pelle e tracolle a catena; se qualcuno non ne è rimasto impressionato è sicuramente per un motivo: non ha cuore.

Forse alcuni di voi penseranno “E che sarà mai?“. Per costoro, ecco un appunto: avete presente la storia di Dolce e Gabbana? Questa sfilata ha chiuso il cerchio ideale del loro continuo reinventarsi: sono tornati alla sicilianità, alle origini, alla femminilità più spiccata e rigorosa; a inizio show una serie di immagini proiettate sullo sfondo ha raccontato tale storia, quest’avventura, da Monica Bellucci a Madonna, fino a scandire ogni cardine del loro stile in parole nere su sfondo bianco.

3) Le modelle erano bellissime. Vogliamo dire, lo sono sempre, ma abbiamo visto sfilate che hanno mortificato queste ragazze: Dolce e Gabbana hanno esaltato la bellezza di ognuna di loro. Un trucco curatissimo (abbiamo visto come nel backstage i truccatori abbiano ritoccato ogni dettaglio fino all’ultimo secondo), acconciature sofisticate e, ovviamente, gli abiti strepitosi le hanno rese magnifiche.

4) Premio Soundtrack della Milan Fashion Week? La vincono sempre loro, avendo proposto… i Muse! (secondo posto, a pari merito, per Max Mara e Gaetano Navarra con gli Arcade Fire).

La morale?
Come dicevo, a sfilata terminata noi, i due geni del male che stanno dietro a The Style Book, ci siamo guardate e abbiamo deciso che, sì, pur di indossare al meglio questa collezione da sogno siamo disposte a rinunciare al ragù di cinghiale.

Domenico, Stefano, sappiamo d’essere ardite, ma vorremmo abbracciarvi.


Frankie Morello, the Rock Show S/S 2011

Amici del rock, alzate le vostre manine cornute e unitevi tutti nella celebrazione della sfilata di Frankie Morello, esempio di come sulla passerella possa accadere qualsiasi cosa: da alcuni baldi giovani che escono da una roulotte fino alla modella che fuma (per finta) la sigaretta innanzi al parterre di fotografi.

Divertente, vivace, eccentrica e sovversiva nel pieno stile Frankie Morello, la sfilata ha visto avvenenti (ma va?!) modelle incedere su una passerella ricoperta di sabbia bianca vestite di abiti dall’arancione al beige e in tutte le tonalità dell’azzurro denim-style.
Strascichi lunghi che si muovevano a ogni passo, short attillati, giacche militari, trasparenze per una ragazza fuori dagli schemi e sensuale in modo sfacciato.

Era curioso osservare ogni modella fino alla fine della passerella: tra sigarette, chitarre e bottiglie, ognuna si esibiva in una mossa diversa per il beneficio dei fotografi (che avranno fuso i flash, a occhio e croce), scalciando la sabbia, ridendo, ballando. Altro che il classico giro su sé stesse.

Le front row avranno inoltre apprezzato l’uscita finale, con tutte le modelle in maglietta oversize e bottigliette d’acqua, prontamente schizzata in ogni dove.

Se mi è piaciuta? Giudicate voi: io direi proprio di sì.


Milan Fashion Week – Elena Mirò P/E 2011

Ciao, sono ancora io, Sybelle.
Sono una ragazza alta. Molto alta. Decisamente fuori da ogni stereotipo (anche perchè – ebbene sì – io mangio. Scandaloso, lo so). Vi faccio un esempio: ogni volta che devo comprare dei jeans è una catastrofe e anche la più ottimista delle shopaholic si deprimerebbe.

Quindi ero particolarmente curiosa di vedere cosa ci avrebbe proposto Elena Mirò e la sua collezione per persone con taglie over 44.

Come saprete la sfilata non è stata inserita nel calendario ufficiale della Milan Fashion Week tra polemiche, comunicati stampa che si rincorrevano, sdegno per questa scelta della Camera della Moda e così via.

Fatto sta che oggi l’Accademia Militare in cui si è svolta la sfilata era davvero affollata da clienti storiche della casa di moda, rappresentanti della stampa e personaggi del mondo dello spettacolo (tra cui lei. Lei! La nostra amatissima Mara Maionchi! La nostra mente ha perso ogni lucidità nel vederla. Non so bene cosa le ho detto. … Mara!).

Ripeto: davvero affollata.

Appena entrate abbiamo notato l’allestimento in stile “costiera amalfitana”: lo sfondo della passerella era infatti dominato da una scenografia rappresentante una veduta su Positano, in totale sintonia con una collezione che dal deciso sapore anni ’60.

Le modelle, splendide, altissime e dalle taglie umane, hanno sfilato indossando abiti dalle linee morbide, con gonne a ruota, pantaloni a palazzo, giacche destrutturate, trench e cloche ben calate sugli occhi; seta e lino, stampe colorate ed eleganti. Colori? Grigio, viola, bianco.

L’eleganza di Elena Mirò è essenziale, classica, posata.

Lo show aveva in front-row un’ospite veramente speciale, Franca Sozzani, che al termine ha twittato:

I just saw the Elena Mirò show: I’ve never seen such happy and serene models!.

Cara Franca, hai pienamente ragione: quando siamo state nel backstage queste ragazze sorridenti, tranquille, gentili e disponibili ci hanno fatto davvero un’ottima impressione. Sarà merito della torta al cioccolato disponibile nell’area rinfresco?
Io ci scommetterei.


New York Fashion Week: la mia Top 5 per la Spring/Summer 2011

Non è ancora iniziato l’inverno 2010 che già si parla della primavera 2011.

Non è ancora finita la Fashion Week di New York che già ci si prepara per quella di Londra (che inizierà domani).

E’ vero, la moda ha i tempi un po’ strani ma che ci volete fare? E quindi io seguo tutto, prendo appunti e mi imparo la “lezione” in anticipo. Ecco quindi la mia “Top 5″ delle sfilate newyorkesi, un racconto rapido per immagini e video!

1) Mulberry
In testa a tutti per l’ispirazione romantica e bon ton (al richiamo delle gonne a ruota e dei colori pastello non resisto!)

Il resto della Gallery è qui.

2) Carolina Herrera
Tessuti preziosi, fiocchi squadrati e geometrici… e l’uscita finale mi ha stregata!

3) Derek Lam
La bellezza di un abito è nelle proporzioni e la donna di Derek Lam è meravigliosa!

4) Marc Jacobs
Grandi fiori, grandi spacchi e stampe ispirazione anni ‘70. Tre ottimi motivi per mettere la prima linea di Marc Jacobs in questa short list.

5) Vera Wang
E, come si dice, last but not least Vera Wang, che con l’accoppiata gonna rosso fuoco al ginocchio (e bellissimo drappeggio frontale) + white shirt si aggiudica l’ultimo posto tra i miei appunti!


Chanel – Haute couture automne/hiver 2010-2011

“Haute couture” richiama sempre nella mia mente abiti pomposi, estremamente strutturati, “carichi”. Abiti sicuramente curati nei minimi dettagli ma che davvero non riesco ad immaginarmi addosso.

Nel momento in cui ho visto la sfilata haute couture Chanel gli abiti mi hanno colpito. Ci ho visto le altissime capacità sartoriali della maison (cura dei particolari, ricami raffinati) fuse assieme a forme e colori che vedrei benissimo indosso ad una signora elegante per un’occasione speciale. Abiti che comprerei (e qui il condizionale è veramente d’obbligo) anche io.

Una collezione che non tradisce e, anzi, riafferma con forza lo spirito di Mademoiselle Coco: bellezza e portabilità dei vestiti.

Chanel colpisce nel segno. Ancora una volta.

Photo courtesy: chanel.com and Knight Cat.com