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Jeckerson Upside Down!

Adoro quando l’imprevisto ci mette lo zampino, e un evento diventa un’occasione divertente per rivedere amici e piacevole per conoscere nuove persone, che provengono dalla tua città e ti raccontano – tra uno shooting e una tartina – di come si sta, cosa si fa, quali sono le novità.

Dopotutto quando ho scoperto che Jeckersonbrand di abbigliamento conosciuto soprattutto per i suoi comodissimi e particolari jeans e pantaloniè nato a Bologna e più precisamente nel mio bar prediletto – Zanarini – mi sono assai stupita e, insieme, sentita tra persone con cui spartire qualcosa.

Alla serata io e le altre invitate abbiamo utilizzato il nuovo social store di Jeckerson su FacebookFShop -, creato da Blooming, che da la possibilità di scegliere/comprare i capi preferiti e applicare le funzioni del social network: fare like, share, commentare e condividere così i propri gusti con i propri amici/followers. Comodo e assai utile per noi shopaholic, nonché veloce: dopo aver scelto un paio di adorabili pantaloni una mia amica ha commentato (e apprezzato) la mia scelta.
Ecco, nello specifico, la mia wish list:

Insieme a questa esperienza tech, abbiamo avuto l’opportunità di gironzolare per lo showroom e provare tutti i capi presenti, creando la nostra combinazione personale. Non vi dico le scene e, soprattutto, le risate nel momento in cui abbiamo posato per le fotografie polaroid (io e Marianna c’abbiamo un futuro come Bond Girl, davvero).
Perché quindi “Upside Down“? E’ la nuova filosofia del brand, che si riferisce a un modo di vivere dinamico, inaspettato, fuori dagli schemi. Chi lo rappresenta non si fossilizza, ma evolve in continuazione alla ricerca di nuove esperienze.


Della collezione Jeckerson ho scelto un maglione grigio dai bordi gialli – smanicato, lungo, caldissimo e morbido -, una camicia a maniche lunghe bianca – ampia e comoda -, e dei pantaloni a fantasia tartan grigi, dalla vestibilità fantastica (e se lo dico io, che alta come sono faccio sempre fatica a trovare i pantaloni…).
Dopotutto io già conoscevo il brand e la sua qualità: nel mio guardaroba ci sono i pantaloni con il doppio strato di tessuto, dettaglio distintivo con una storia molto particolare, nella versione estiva (quindi più leggeri).

Un ringraziamento speciale agli organizzatori e ai ragazzi di Jeckerson (appena passo per Bologna vi avviso: promesso): è stata una serata adorabile.


La mia Besitos Experience

Coccole, relax e bellezza sono le tre parole cardine della Besitos Experience, che si è tenuta a Milano lo scorso Lunedì presso il salone Charme & Cheveux, in zona Moscova.

Dopo aver affrontato uno dei primi geli milanesi sono entrata in un ambiente accogliente, già pronto per le festività natalizie, in cui sono stata calorosamente (ed è proprio il caso di dirlo) ricevuta dallo staff e dalla special guest della serata nonché testimonial/creatrice della linea: Vanessa Incontrada.

Besitos è appunto una linea di prodotti per capelli professionali, quindi studiati per l’uso da parte dei parrucchieri nei loro saloni, nata dall’incontro tra la presentatrice/attrice e Luciano Conti, vero esperto del settore: lo spunto di partenza è stato il voler creare una gamma di trattamenti specifici per chi ama o deve aver i capelli sempre perfetti, forti e in salute, e all’evento io e le partecipanti ne abbiamo avuto prova.
Avevo risposto via email a qualche semplice domanda e i parrucchieri avevano già predisposto un piano di battaglia ad hoc per i miei capelli estremamente sottili e lisci: se mi seguite su Twitter sapete che ogni volta che mi avvicino a un salone accade qualche tragedia, e che è difficile che sia soddisfatta. Ecco, questa volta è andata molto, molto meglio.

Già quando mi hanno fatto lo shampoo sulle poltrone con poggiapiedi e massaggio alla schiena ho intuito che sarebbe stata un’esperienza molto più rilassante del solito, e vedendo come la parrucchiera che mi ha seguita si destreggiava abilmente tra spazzole e ferri ho definitivamente abbandonato le reticenze.

Insomma, sono uscita mossa. Molto mossa. Assai mossa. Io! Che ho i capelli più lisci del reame! Vedendomi allo specchio non ci potevo credere. Inoltre erano lucenti, corposi, in ordine, visibilmente sani (e anche i miei nervi ne hanno molto beneficiato).

I prodotti utilizzati su di me sono stati lo shampoo lavaggi frequenti, il balsamo senza risciacquo (anche se su di me è stato necessario rilavarli appena) e la lacca ecospray strong, per mantenere l’effetto. Si possono provare nei saloni o acquistare online, presso lo shop dedicato.
Se siete alla ricerca di un trattamento perfetto provate anche voi la Besitos Experience, e sappiatemi dire!


eBay.it apre il canale Moda

Chi di noi, shopaholic da guerrilla, non ha mai guardato eBay per cercare le scarpe desiderate, la borsa sospirata, il vestito sold out ovunque, e magari l’ha pure trovato rimanendo col fiato sospeso e il click pronto al rilancio fino all’ultimo secondo dell’asta?
Ciao, io faccio parte di questo gruppo:  una volta mi sono pure svegliata alle 5.30 per esser certa di acquistare una borsa di un venditore australiano. Non so se mi spiego.

eBay ha sicuramente anticipato i tempi dello shopping online, sdoganando gli acquisti tra persone o negozi su Internet, e ora punta ancor di più su un settore di sicura rilevanza: il fashion.

Dopotutto i dati su eBay.it sono molto chiari e importanti: nei primi cinque mesi del 2012 è stato venduto un capo di abbigliamento ogni 10 secondi; negli ultimi 10 anni gli oggetti della categoria “abbigliamento e accessori” sono stati 11 milioni; stivali da donna e mocassini da uomo hanno smosso – e solo nel 2011 – rispettivamente 4 M € e 442K. Scusate se è poco.

Per presentare il nuovo canale Moda è stata organizzata una presentazione in quel di Milano, a cui ho partecipato: tra una meravigliosa manicure e un drink ci sono state raccontate tutte le novità e le peculiarità di eBay, e pure le domande più ardite hanno ricevuto risposta.
Un esempio: come riconoscere gli oggetti contraffatti? Poche ma semplici regole: controllare il punteggio del venditore e affidarsi al buon senso (un ciondolo Tiffany a 10 €? Ma anche no!).
Non vi fidate per quanto riguarda il pagamento? Ormai l’integrazione con PayPal garantisce una sicurezza estrema.

Il canale ha una grafica molto accattivante e fresca, che rende la sezione fashion un vero e proprio negozio dalle possibilità sterminate. Oltretutto gli oggetti si possono comprare subito, legandosi alla più famosa logica dell’asta. Mai più sveglie all’alba o lotte all’ultimo click: lo shopping è semplice e conveniente!

Confessatelo: voi cosìavete comprato, o cosa vorreste acquistare? Un giro su eBay.it e qualcosa lo trovate di sicuro!


Intervista a Simone Legno aka tokidoki @ NastroSayYes (Milano)

Le chiamano coincidenze.
A volte karma.
A volte opportunità.

Fatto sta che quando una mia amica nonché PR mi ha detto “Ti piacerebbe intervistare tokidoki?” la mia mascella è crollata ad altezza pavimento e c’ho avuto un minuto di tachicardia.
Non la farò lunga, ma seguo il suo lavoro da ormai tanti anni e adoro il suo stile. Il mio armadio è pieno di magliette con le sue stelle/teschio, cagnolini/cactus, robot. Ciondoli, orecchini col logo a forma di cuore con le tibie. Penne, matite, quaderni. Oggetti comprati per me ma molti altri regalati ad amici che condividevano la passione.

Ho incrociato la strada di tokidoki anche per motivi lavorativi (e questa è un’altra storia) ma non avevo mai avuto la possibilità di incontrarlo dal vivo.

Poi, in un bel giorno afoso, presso lo spazio NastroSayYes di Milano – temporary luogo di ritrovo per eccellenza e di tendenza di una certa Milano – sono approdata con le mie domande velocissime prima che lui – il romano Simone Legno aka tokidoki, che vive tra l’America, il Giappone e l’Italia – eseguisse una live-performance nel cortile del locale, realizzando in breve tempo uno dei suoi disegni inconfondibili.

Dal fashion al food, dai viaggi alle sue opere, ecco cosa mi ha detto.

Me: Tokidoki ha fatto collaborazioni con Sephora, Fiat Yamaha Team, ecc, ovvero diversi brand di diversi settori. Se ci fosse la possibilità di approcciare un altro settore, quale sarebbe?

Simone Legno: Be’, mi piacerebbe lavorare con una compagnia aerea e decorare un aereo, tipo un Jumbo. Forse sarà perchè vivo spesso negli aeroporti. Sai, forse sarà perchè ho visto collaborazioni come All Nippon e Pokemon, Eva Airlines ed Hello Kitty. Sarebbe un bel campo, mi piacerebbe molto.

Me: E se invece ti proponessero di realizzare una capsule collection per un grandissimo brand della moda italiana? Quale sceglieresti?

SL: Come marchi che mi piacciono molto… beh, ultimamente ti direi Missoni. Negli ultimi anni si è molto reinventato, ha puntato ancor di più su tutti quei colori. Sai, ho visto un documentario giapponese sulla storia di questa casa di moda, di come è nata partendo da marito e moglie e del forte legame con la famiglia, i valori e la visione… Mi ha affascinato, sarebbe interessante.
Un altro brand italiano che mi è sempre piaciuto moltissimo è Fendi.
Dolce&Gabbana? Uhm, li vedo leggermente lontani da tokidoki, inoltre loro sono due icone, ma dopo che ho realizzato il Karl Lagerfeld, chissà…
Ovviamente dipende da chi si sbilancerebbe a tanto!

Me: Passando a una parte “cibo”, dimmi un ristorante a Tokyo in cui dovrei andare assolutamente!

SL: Ma sai che pur essendo stato tante volte in Giappone forse non te lo saprei dire? E’ che i giapponesi ti portano in continuazione nei posti più nascosti, alcuni dei quali sono senza nemmeno la scritta all’entrata, senza insegna, oppure all’ultimo piano di un grattacielo altissimo, e vogliono sempre farti provare ristoranti nuovi: in periferia, o per strada alle cinque di mattino a prendere sushi, o ancora dal grand hotel a Shibuya fino ad Akasaka dove mangi con una semplicità incredibile.
Poi là pranzi e ceni quasi esclusivamente fuori: talvolta dormo a casa di amici ma a casa non si mangia quasi mai, quindi puoi andare dai yakitori al gran ristorante. Un posto preciso non mi viene, ti giuro, ce ne sono tanti e troppo diversi.

Me: E senti, a parte il Giappone e l’Italia, qual è un altro posto che ti ha colpito?

SL: Ho una gran passione – e ci sono stato cinque volte negli ultimi anni – per Hong Kong. Mi piace moltissimo anche perchè si sente un entusiasmo incredibile: tutti vogliono essere là, tutti vogliono entrare in Cina, e Hong Kong ne è la porta d’entrata. Dall’Asia, dall’Occidente, da ovunque vanno là per cercare di fare business. E’ sempre stato un porto internazionale, una realtà molto moderna con un carattere forte, con tanti locali e sempre molto di tendenza, dall’editoria alla moda. E poi ho degli amici del cuore, quindi la vedo e la scopro in maniera molto diversa.

Me: Tornando ai disegni – e giuro che è l’ultima domanda – quali sono i personaggi (tra quelli che hai creato) a cui sei più affezionato?

SL: Domanda difficile, ovviamente! Però penso la famiglia dei cactus sia iconica: in qualche modo è stata la colonna portante, e l’ho sviluppata tanto. Inoltre sono così cute, kawaii, ma con quelle spine risultano anche punk rock, unici. Sì, sono particolarmente legato a loro.

Un grazie speciale a Attila&Co. per l’opportunità, e a Simone per la pazienza: un’intervista così scomposta forse non si era mai vista.


Lycia si rinnova

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Lo scorso Giovedì ho partecipato a una presentazione di un brand beauty, evento che definirei:
a) rilassante;
b) adorabile;
c) curioso.

In moltissimi conosceranno o avranno provato i prodotti di questa marca, visto che è facilmente reperibile e offre soluzioni comode a prezzi giusti: si tratta infatti di Lycia. Insomma, chi non ha mai tenuto nell’armadietto del bagno uno struccante o un deodorante, o un bagnoschiuma nella doccia? Io, vedendo tutti i packaging perfettamente disposti, mi sono resa conto di averne acquistati diversi negli ultimi anni.

Perchè una presentazione, quindi?

Lycia si è rinnovata da tre punti di vista:

1) nuove formulazioni, più sicure, efficaci e arricchite da ingredienti naturali;
2) nuovi packaging, pratici e moderni;
3) un nuovo logo, più essenziale, leggero e sobrio.

Arrivata al First Floor, vicino a Duomo, sono stata accolta da persone sorridenti e disponibili che mi hanno mostrato le quattro postazioni preparate: l’area con le makeup artist, la life coach per dei consigli anti-stress, un ortopedico per una veloce analisi della postura (dato che passo la maggior parte della giornata curva su un computer – come anche in questo momento, oltretutto – male non fa) e la mia preferita, la poltrona per il massaggio alle mani con un olio essenziale a scelta tra quelli compresi nelle nuove formulazioni Lycia (fyi, io ho scelto il timo): mi sono accomodata e, mentre la massaggiatrice continuava a dirmi “Rilassati!” ho studiato l’ampia gamma dei prodotti, che offre molte proposte per ogni tipo di pelle o per ogni esigenza, con un occhio di riguardo per chi – come la sottoscritta – ha una pelle sensibile.

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La coordinazione tra la location dell’evento (tutta bianca, ampia, tranquilla), attività proposte (all’insegna della cura di sé e del relax) e l’immagine del brand Lycia è stata perfetta, così come la chiarezza del messaggio trasmesso.
Voi quali prodotti avete mai provato? Quali vi incuriosiscono?


Kiehl’s abbassa i prezzi

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Ferme tutte, fermi tutti: ho una buona notizia sul fronte beauty.

Dopo aver partecipato a un primo evento lo scorso Ottobre, Lunedì sono tornata da Kiehl’s per la presentazione di una novità peculiare: è raro infatti che i prezzi dei prodotti vengano abbassati, si assiste soprattutto a un aumento incontrollato.
Ebbene, Kiehl’s ha annunciato la riduzione del costo di circa il 60% delle loro creme, lozioni, lip balm, etc. E non parliamo di pochi cents, o di un ridotto sconto, ma di una porzione consistente di euro, che rende lo shopping e la sperimentazione ancor più facili (per la gioia del mio/nostro portafoglio).
Per esempio, il loro famoso balsamo per le labbra costa meno di € 10: provarlo diventa ancor più allettante (e da quando io l’ho comprato a New York non posso più farne a meno).

Perchè una tal iniziativa, che potrebbe risultare “insolita”?
Kiehl’s si sta espandendo molto velocemente e con buoni risultati, aprendo in Europa sempre più negozi monomarca: a oggi sono 97 in 41 Paesi, tra cui quattro a Milano e uno a Firenze. Più punti vendita, maggior possibilità di raggiungere i clienti, un’immagine curatissima, colorata, accattivante e, con questi nuovi prezzi l’acquisto sarà sicuramente ancor più allettante.

Lunedì un’esperta Kiehl’s mi ha fatto conoscere altri prodotti rispetto a quelli provati al primo evento – adatti a soddisfare diverse esigenze – e ha tracciato la mia beauty routine ideale. Infatti ogni persona che entra in un punto monomarca Kiehl’s può farsi delineare una guida per il trattamento della propria pelle, studiato sul momento grazie a un test brevissimo e a domande utili per capire qual è l’effetto che si desidera, e riceverà un set di campioncini per comprovare l’efficacia dei diversi step. Sempre utile!

Diciamo che se prima avevate qualche reticenza ora le vostre scuse diminuiscono, no?

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Tommy Hilfiger #PreppyEyeWear

Preppy eyewear
Un paio di Lunedì fa la sottoscritta è stata invitata alla presentazione dei nuovi occhiali da sole TH 1090/S di Tommy Hilfiger, un’ode al preppy style.

Mi sono diretta verso lo store milanese del brand, allocato in porta Venezia, in possesso di qualche informazione e molta curiosità: entrare e ritrovarmi tra blogger & friends è stata una bella sorpresa, ecco.
Certo, mettermi davanti a una macchina fotografica equivale a mandarmi al patibolo (conoscete l’espressione “Essere un tronco“? Ciao, io la rappresento. “… ma che fashion blogger sei, se c’hai il terrore delle fotografie?!“. “Eh, appunto, non rappresento esattamente lo stereotipo di fashion blogger, ecco.“), quindi è stato carino vedere tutte le altre persone destreggiarsi sul set, con addosso abiti di Tommy Hilfiger e gli occhiali protagonisti della serata addosso!

Tutti insieme!

La particolarità di questi occhiali, dalla montatura leggera e geometrica ispirata agli anni ‘80, sta nella possibilità di personalizzarli scegliendo una pin magnetica da attaccare alla stanghetta, sopra al tradizionale logo di Tommy Hilfiger.
C’è il fenicottero rosa, gli occhiali da nerd, lo scudetto Hilfiger e un teschio.
… cioè, secondo voi, cosa posso aver mai scelto, io?

Se avete un negozio Tommy Hilfiger nella vostra città vi consiglierei di farci una visita: se non altro capirete al meglio cosa vuol dire esser “preppy” (e vi innamorerete perdutamente di certi capi di abbigliamento, scarpe e, appunto, occhiali).


It’s (still) party time!

Quest’anno ho la sensazione che i festeggiamenti di Natale non finiscano mai! Sarà che abbiamo iniziato davvero presto con un party organizzato da Cécile, Bibi, Ale & Dada e noi!

L’11 Dicembre per noi era già Natale: l’Appartamento Lago di Brera ci ha accolte assieme a tanti amici per brindare e scambiarci i regali (altrimenti che Natale sarebbe stato?)

Siamo ancora a metà dell’opera, mancano il 31 Dicembre e i giorni successivi ma intanto, ecco le prime foto:


Banana Republic: dal 2 Dicembre a Milano

La prima volta che sono entrata in un negozio Banana Republic era il 2005 e mi trovavo a Las Vegas: frappuccino alla mano mi ero avventurata in questo store a me sconosciuto e ne ero uscita totalmente rapita, con le stelline agli occhi manco fossi Candy Candy (e una shopper piena, qual inutile precisazione!).
L’ultima volta? Nell’agosto del 2009, nello store del quartiere Roppongi di Tokyo: mi aggiravo tra gli espositori incantata, osservando in particolare un top di seta turchese delizioso.
Questa premessa cosa vorrebbe significare, se non che Banana Republic non è ancora diffuso in Italia?

E dico “ancora” perchè finalmente c’è una data precisa: il 2 Dicembre aprirà il primo store italiano a Milano, in Corso Vittorio Emanuele, proprio di fianco a GAP (dopotutto GAP ha acquistato Banana Republic nel 1983).

Questa catena di negozi di abbigliamento e accessori non è così celebre nel nostro paese: forse l’avrete sentita citare ne “Il Diavolo Veste Prada” (“Abbiamo qualche pezzo di Banana Republic”, dicevano alla meravigliosa Miranda, e lei rispondeva “Be’ ce ne servono di più!”), ma siamo certe che imparerete ad apprezzarla.
Lo stile Banana Republic è casual ma sofisticato, semplice e chic. Il costo? Più alto di H&M  e Zara (a proposito, avete notato anche voi un certo aumento dei loro prezzi?), ma la qualità è decisamente migliore.

Vedremo come verrà proposto in Italia, e come saranno i prezzi.
Fatto sta che noi siamo molto contente.
E ora aspettiamo Topshop, Uniqlo e Forever21 (non siamo mai contente, mai!).

Frankie Morello, the Rock Show S/S 2011

Amici del rock, alzate le vostre manine cornute e unitevi tutti nella celebrazione della sfilata di Frankie Morello, esempio di come sulla passerella possa accadere qualsiasi cosa: da alcuni baldi giovani che escono da una roulotte fino alla modella che fuma (per finta) la sigaretta innanzi al parterre di fotografi.

Divertente, vivace, eccentrica e sovversiva nel pieno stile Frankie Morello, la sfilata ha visto avvenenti (ma va?!) modelle incedere su una passerella ricoperta di sabbia bianca vestite di abiti dall’arancione al beige e in tutte le tonalità dell’azzurro denim-style.
Strascichi lunghi che si muovevano a ogni passo, short attillati, giacche militari, trasparenze per una ragazza fuori dagli schemi e sensuale in modo sfacciato.

Era curioso osservare ogni modella fino alla fine della passerella: tra sigarette, chitarre e bottiglie, ognuna si esibiva in una mossa diversa per il beneficio dei fotografi (che avranno fuso i flash, a occhio e croce), scalciando la sabbia, ridendo, ballando. Altro che il classico giro su sé stesse.

Le front row avranno inoltre apprezzato l’uscita finale, con tutte le modelle in maglietta oversize e bottigliette d’acqua, prontamente schizzata in ogni dove.

Se mi è piaciuta? Giudicate voi: io direi proprio di sì.