La VFNO. Resoconto tragicomico di una serata ad alto tasso fashion
E la domanda che vince il premio per essere “La più ricorrente delle ultime settimane” è… (rullo di tamburi, prego) …
“… Ma tu ci vai alla VuEffeEnneOoo?”
Certo che ci vado, ora che dalle pianure bolognesi mi sono spostata in quel di Milano, ci mancherebbe.
MissB, che ha partecipato anche alla scorsa edizione, mi aveva raccontato di quanto si era divertita e di quanto le era piaciuta, quindi la nostra presenza era abbastanza scontata.
Certo è che nessuna delle due si aspettava un delirio simile.
Ecco quindi alcune nostre personalissime osservazioni in merito alla Milan Vogue Fashion Night Out:
1) Alla #VFNO c’erano tante persone adorabili, come i realNob, Pinella, Claudia e Alessandra, Erica, Veronica, Riccardo, Maria Vittoria, Francesca, Cécile, Demetra ed è stata un’ottima opportunità per fare nuove conoscenze e presentazioni. Peccato l’essersi persi tra negozi e vie (ma era abbastanza prevedibile, no?);
2) Alla #VFNO abbiamo rischiato di far impazzire il fotografo di Stella McCartney, costringendolo a scattarci Polaroid assurde. Grazie, caro fotografo, per non averci cacciate (e grazie Stella per le pin, i cupcake e i biscotti! Almeno tu ci hai dato qualcosa di gustoso e sfizioso, oltre a vestiti e scarpe più che degni di nota);
3) Dlin dlon! Messaggio per gli organizzatori della #VFNO: ma chiudere le strade al traffico era una così brutta idea? Via Montenapoleone era impossibile con i taxi, le auto blu e le moto che cercavano di passare, e così tutte le altre strade. Mi rimarrà sempre impresso il bodyguard di Franca Sozzani che prende a manate il cofano del taxi di turno per farlo fermare e lasciar passare la direttrice di Vogue. La prossima volta: motori, a casa!
4) Io capisco che l’accessorio-limited-edisciòn per la soirée fosse immancabile ma se devo entrare nel negozio (il che non era scontato), farmi largo mentre la musica mi distrugge i timpani, spingere una decina di signore, arraffare al volo il sopracitato gadget (maglietta, shopper o bracciale che fosse) e fregarmene se la taglia non è la mia… ecco, sinceramente che io debba fare anche la fila per pagare mi pare ridicolo. Appunto per la prossima volta: organizzare composte file direttamente alla cassa no?
5) Alla #VFNO per trovare uno stuzzichino occorre fare un patto col diavolo (in Prada, Armani o Hermès che sia): alcool a fiumi, cibarie zero. Non è che volessi la piadina con la Nutella, ma qualcosa per contrastare gli ottimi bicchieri di preziosi vini serviti ovunque? Prossima volta: porchettaro in via Spiga.
6) Alla #VFNO c’erano tante belle persone. Davvero, dove si nascondono per tutto il resto dell’anno?
7) Appello. Vogliamo sapere chi, tra tutti voi, è riuscito a prendere questi benedettissimi smalti Les Khakis di Chanel. Fateci morire d’invidia, ma vogliamo saperlo: ogni volta che ne parlavamo si sentivano racconti sempre più apocalittici provenienti dal negozio. Avanti, chi di voi li ha comprati?
PS. Postilla sulla fotografia, che ci è stata scattata da Giovanni Gussoni davanti allo Straf.
E’ probabilmente una delle pochissime nostre fotografie che vedrete su questo blog: ci siamo prestate al gioco, quindi eccovi la descrizione dei nostri outfit (per fare le cose per benino)
MissB:
Pepe Jeans black dress
Foulard Gucci, “Flora”, portato come cintura
Stivali Mauro Leone
Borsa Miu Miu
Bracciali Furla, Tiffany, Sodini
Smalto Chanel n° 509
Sybelle
Top Max&Co
Jeans Armani
Ballerine Varina di Ferragamo
Maxi pochette di Monki
Bracciali Tiffany e H&M
Orologio CK
Smalto Sephora
Nota di MissB: quella brutta parola “VFNO” con il simbolo “#” davanti non è un’invenzione strana di Sybelle (sta bene, non preoccupatevi!) ma è una pratica di twitter per abbreviare e facilitare la ricerca di tweet sullo stesso argomento!

